Neolaureati e colloqui: come affrontarli?
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Le aziende, nella selezione dei candidati, valutano, oltre alle capacità tecniche e alla motivazione, anche l’adeguatezza alla cultura aziendale e alla posizione aperta.
Sei pronto per affrontare un colloquio di selezione? Sai quali sono i tuoi punti di forza e di debolezza?
Per capire meglio cosa ricercano le aziende, possiamo fare riferimento al modello tradizionale delle competenze, in cui per competenze si intendono le conoscenze, la promozione e lo sviluppo di abilità, gli atteggiamenti affettivi e sociali. Il modello prevede 3 step: sapere, saper fare e saper essere. Il sapere riguarda le conoscenze teoriche che si acquisiscono durante il percorso scolastico, universitario e lavorativo e che portano, o possono portare, al saper fare. Il saper fare è dunque l'abilità e l'esperienza, frutto principalmente dell'applicazione pratica.
Per saper essere si intendono gli atteggiamenti, le caratteristiche di personalità, la presa di coscienza del proprio modo di essere e del proprio carattere, quale risorsa importante da investire nello svolgimento della propria attività e in generale nella propria vita.
Quando un neolaureato affronta un colloquio di selezione, ha un bagaglio di conoscenze teoriche acquisite in università, ma spesso non ha alcun tipo di esperienza (saper fare) su cui puntare. Per sfruttare al meglio il colloquio, può però essergli utile approfondire un aspetto del saper essere, le caratteristiche di personalità. I test di personalità, infatti, consentono ai giovani di approfondire l’opinione che hanno di se stessi in un determinato momento, aumentando la consapevolezza dei propri punti di forza e aiutandoli a definire su cosa puntare e come negoziare se stessi nel colloquio. Inoltre, tutto ciò influisce notevolmente sulle capacità del giovane di adattarsi e avere successo in uno specifico contesto organizzativo. Per fare un esempio, con i test di personalità i neolaureati possono fare un’autovalutazione del proprio potenziale tramite caratteristiche di personalità quali l’autostima; l’auto-promozione, cioè la capacità di gestire se stessi nella relazione sociale; la disponibilità al rapporto interpersonale; l’efficacia emotiva, intesa come capacità di gestire lo stress e le emozioni negative; l’autoregolazione, ovvero la capacità di darsi degli obiettivi e riuscire a raggiungerli; l’innovazione, cioè l’interesse per la sperimentazione di soluzioni e situazioni nuove.

