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Neolaureati: ingresso nel mondo del lavoro

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Aiutarsi con i test di personalità



Dall’Indagine 2007 di AlmaLaurea sulla condizione occupazionale, realizzata su oltre 92mila laureati di 45 università italiane, emerge che, a un anno dalla laurea di primo livello, 39 laureati su 100 hanno un lavoro stabile (posizioni lavorative dipendenti a tempo indeterminato e posizioni autonome), sia che lavorino soltanto sia che siano impegnati con la laurea specialistica; si tratta soprattutto di contratti a tempo indeterminato che caratterizzano quasi un terzo degli occupati. Il 43 per cento dichiara, invece, di avere un contratto atipico: in particolare, un quinto degli occupati ha un contratto di collaborazione mentre 19 laureati su cento hanno un contratto a tempo determinato.

Per un neolaureato l’ingresso nel mondo del lavoro è un’esperienza complessa e difficile. La performance di un giovane che partecipa a una selezione non dipende solamente dal suo potenziale e dalle conoscenze maturate durante il periodo universitario, ma anche dalla componente emotiva, da come egli vive quella determinata situazione o più in generale quel periodo.

Quando si affronta il colloquio di selezione, è bene, quindi, seguire alcuni utili consigli: innanzitutto, arrivare in anticipo all’appuntamento, almeno dieci minuti prima; prepararsi ciò che si vuol dire di se stessi, ma informarsi anche sull’azienda che si deve incontrare, per esempio consultando il sito internet; inoltre, pochi minuti prima di fare il colloquio, è utile entrare in uno “stato prescelto positivo”, richiamando alla memoria un evento in cui ci si è dovuti mettere in gioco e in cui ci si è piaciuti. Rivivere quell’esperienza positiva aiuta ad affrontare il colloquio in maniera più rilassata e, quindi, più efficace. A questo scopo è utile anche la consapevolezza della propria efficacia emotiva, termine con cui ci si riferisce alla capacità di controllare le proprie emozioni negative, di saper trattenere la rabbia e dominare l’ansia, di avere una buona capacità di recupero di fronte a situazioni spiacevoli; ma, anche, la capacità di gestire gli eventi estremamente stressanti e le relazioni interpersonali conflittuali.

Per un’autovalutazione della propria efficacia emotiva e, più in generale, del proprio potenziale, è utile rispondere ai test di personalità, che consentono di rinforzare la consapevolezza delle proprie caratteristiche di personalità e dei propri punti di forza, per utilizzarli a proprio vantaggio in sede di colloquio.

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