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Il colloquio, le domande e le risposte. Parte II

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Continuiamo a prepararci ad affrontare al meglio il colloquio di selezione e vediamo quali altre domande dovremmo aspettarci di ricevere dal selezionatore e quali le risposte che potrebbero soddisfare le sue aspettative...

Non esistono formule magiche valide in qualsiasi situazione, dal momento che le aspettative del selezionatore sono proporzionali alla complessità della posizione ricercata e che, inoltre, la sua valutazione è sempre condizionata da variabili soggettive: ogni selezionatore ha il proprio metro di giudizio su cui influisce la sua impostazione professionale, ma anche la sua personalità, le sue esperienze, le sue convinzioni e la sua emozionalità. Detto questo è sempre utile non farsi trovare spiazzati da domande inattese, rispondendo con monosillabi o, peggio, facendo scena muta. Ecco alcune altre domande che rientrano frequentemente nel "copione" del selezionatore:

Che cosa sa della nostra azienda?
Prima del colloquio è necessario prendere tutte le informazioni possibili sull'azienda e sul contesto in cui andreste ad operare, perché l'iniziativa in questo senso è sempre valutata positivamente e dimostra serio interesse e automotivazione. Non dimentichiamo che la mancanza di automotivazione è una delle cause più frequenti di insuccesso di un colloquio. E' utile dimostrare di essere al corrente dei problemi e degli obiettivi dell'azienda, dei suoi prodotti, delle sue strutture e dimensioni, della sua filosofia aziendale, ed inoltre dei più recenti fatti di attualità che riguardano l'intero settore in cui essa opera. Non è difficile ottenere informazioni di questo tipo per quanto riguarda aziende di grandi dimensioni, mentre per le imprese più piccole ciò può presentare qualche difficoltà. Può essere utile consultare la stampa specializzata o rivolgersi alle associazioni di categoria. Il vostro sforzo sarà premiato: tanto più difficile sarà reperire le informazioni in questione, tanto più l'intervistatore lo apprezzerà e lo valuterà positivamente.

Perché dovremmo assumere proprio lei?
Non avere timore di rispondere qualcosa del tipo: "Credo di essere la persona adatta per questa posizione"; provate ad immaginare quale sarà il vostro ruolo, le vostre responsabilità, le vostre mansioni e riflettete sulle vostre aree di forze in questo senso, sul valore aggiunto che potreste dare all'azienda. Ponete l'accento sui benefici che voi potreste apportare all'azienda, non su quelli che l'azienda potrebbe dare a voi.

A scuola preferiva studiare da solo o con i compagni?
E' una domanda che mira a valutare la capacità del candidato di lavorare in team o autonomamente. E' utile cercare di capire quale tipo di capacità è richiesta dalla posizione offerta: saper lavorare in team non è sempre necessariamente un "plus", dal momento che alcune mansioni richiedono doti di autonomia e autodeterminazione.

Che sport pratica?
Come la precedente, anche questa domanda mira a valutare lo spirito di gruppo del candidato; la preferenza per sport di squadra rivelerà dunque l'attitudine del candidato a lavorare in team; se si praticano, invece, sport individuali è utile sottolineare la tendenza a mettersi alla prova per superare i propri limiti.

Ha qualche domanda da fare?
Il modo migliore per rovinare un colloquio è rispondere che non si ha nulla da chiedere, dal momento che così facendo si trasmette l'impressione di non essere sufficientemente motivati a conoscere meglio la realtà aziendale o di essere troppo timidi e timorosi per rivolgere delle domande; cercate di preparare in anticipo delle domande serie ed intelligenti sulle future mansioni, sulle competenze specifiche richieste dal nuovo lavoro e sulle prospettive di carriera. E' utile mostrarsi interessati all'azienda in sé, chiedendo ad esempio quali sono i valori su cui si basa la mission aziendale e quali sfide l'azienda intende affrontare nel prossimo futuro.

Qualche giorno dopo il colloquio può essere utile inviare al selezionatore una breve nota formale di ringraziamento, in cui si ringrazia per l'attenzione ricevuta e si ricorda il colloquio come un'esperienza interessante e formativa. Una nota breve e cortese fa sicuramente una buona impressione e può aiutare il candidato ad essere tenuto in considerazione prima della decisione finale.

Daniela Marletta

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