Lavoro. L'importante è cominciare
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Quinta edizione del Rapporto Quadriennale IARD su giovani e lavoro: l'importante è cominciare presto, formarsi un sufficiente bagaglio di esperienza e...occhio (e orecchio) all'inglese...
La quinta edizione del Rapporto Quadriennale IARD sulla Condizione Giovanile in Italia registra una maggiore partecipazione dei giovani al mercato del lavoro:i giovani occupati risultano essere il 52,9%,gli studenti a tempo il 32,2% e la metà di essi risulta aver avuto esperienze di lavoro retribuito,il 23% del campione esaminato non ha mai avuto esperienze di lavoro.Naturalmente l'indagine rileva dati differenti se si considerano zona geografica e condizione sociale di appartenenza dei giovani intervistati.Non ci sono invece particolari differenze per quanto riguarda i dati sul lavoro flessibile e occasionale.
Si sposta, però, sempre più avanti la frontiera relativa ai titoli di studio per l'accesso alle professioni,un esempio è la tendenza in crescita di laureati iscritti,per scelta o per necessità, a corsi di specializzazione post-universitaria,master trimestrali,semestrali o annuali. Non rientrare nella categoria "max 28enne laureato,a pieni voti,ottima conoscenza inglese,preferibilmente una seconda lingua,due o tre anni di esperienza in analoga posizione" può significare molte volte fare i conti con i lavori flessibili.In questa situazione cresce il rischio che si formi una classe di giovani lavoratori non adeguati alle richieste del mercato del lavoro,che vivranno di lavoro a intermittenza,in sostanza precario.Essi acquisiranno delle esperienze lavorative frammentarie ben lontane da una formazione organica della professionalità,che col passare degli anni si riveleranno controproducenti per successive assunzioni.
E' veramente essenziale dunque rivolgere molta attenzione nella scelta di un primo lavoro,che sia esso uno stage, un contratto di formazione,lavoro interinale,ecc.Esso deve essere collegato con la professionalità che si ha intenzione di sviluppare,e le aziende saranno molto attente a questo aspetto.
Non è così raro infatti essere selezionati e assunti in virtù della precedente esperienza lavorativa,più che per la formazione scolastica o accademica.Bisogna quindi pensare in prospettiva, e cercare di comporre nel corso della propria carriera un curriculum articolato e internamente coerente.
Per quanto riguarda la retribuzione,sono i contratti collettivi a fissare i minimi di trattamento inderogabili in riferimento alla specifica attività produttiva(industria,commercio,assicurazioni,turismo,credito).Per chi cerca un primo lavoro la contrattazione individuale,è molto limitata:nella quasi totalità dei casi le condizioni del contratto di lavoro saranno fissate all'atto dell'assunzione,mediante il rinvio al CCNL per quel tipo di mansione, e con l'inquadramento fissato al momento dell'assunzione.Nel caso il datore di lavoro applichi delle condizioni contrattuali inferiori,e quindi peggiorative rispetto a quanto stabilito dal CCNL,il lavoratore potrà rivendicare il rispetto delle norme e quindi il pagamento di quanto eventualmente non corrispostogli con le forme tipiche del processo del lavoro.
In un mondo del lavoro in cui anche quei diritti di cittadinanza ,che si ritenevano ormai scontati ,sono diminuiti,o comunque sono spesso elegantemente aggirati ,è necessario che i giovani inizino a far comparire nel proprio curriculum, fra le proprie skills, anche la capacità di gestione della propria carriera .Uno degli strumenti più utili a disposizione è sicuramente Internet, efficace per diffondere il proprio curriculum,attraverso banche dati, essere contattati da aziende,e per tenersi costantemente informati su iniziative pubbliche o private riguardanti il mondo dell'occupazione.

