Far carriera in Azienda: flessibili e mobili
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Consuntivo della giornata di inaugurazione della guida per neolaureati "Dall'Università all'Azienda". Flessibilità, mobilità, chiarezza sono i segreti per avere successo nel mondo del lavoro. Parola di azienda
Volano alto le lauree in economia e ingegneria gradite dal 50% delle aziende italiane. Le lauree informatiche seguono a ruota interessando il 20% delle imprese, un po' meno le altre discipline universitarie, dalla giurisprudenza alle lauree umanistiche, che vedono un interesse del 10% sul totale delle aziende nostrane. Per quanto riguarda le posizioni dopo il periodo di stage e formazione dei giovani inseriti in organico, il 54% delle imprese conferma il numero di assunzioni dell'anno precedente e ben il 24% manifesta l'intenzione di aumentare il numero di assunti.
Questi i dati diffusi il 26 febbraio scorso durante la presentazione della guida ACTL "Dall'Università all'Azienda" in collaborazione con jobpilot.it. Nella sala stracolma, messa a disposizione dalla sede milanese dell'Assolombarda, i giovani neolaureati presenti hanno avuto la possibilità di ascoltare i pareri e i commenti di rappresentanti istituzionali e del mondo imprenditoriale sulla situazione occupazionale in Italia. Fra i relatori, Michele Perini, Presidente di Assolombarda, Marina Verderajme, Presidente di ACTL, Cosma Gravina, Assessore al Lavoro della Provincia di Milano e, per la parte relativa alle testimonianze aziendali, Cipriano Moneta, Amministratore Delegato di jobpilot.
Il convegno di inaugurazione ha avuto come tema dominante le modalità e le possibilità di carriera per i giovani laureati. Accanto ai concetti di flessibilità e di mobilità, è stata ribadita l'importanza e la disponibilità ad accettare forme di inquadramento atipiche, prima fra tutte lo stage. A fronte di un probabile declino del posto fisso, infatti, le modalità di ingresso in azienda si diversificano incontrando il favore del mondo imprenditoriale e, sempre di più, anche dei giovani candidati.
Momento d'incontro - e confronto - quindi fra neolaureati e aziende in cui sono emersi gli elementi critici che caratterizzano il rapporto giovani/mondo del lavoro. Se gli aspiranti candidati si lamentano della difficoltà di trovare nell'immediato un'occupazione soddisfacente, sono le aziende che rispondono lamentando una mancanza di chiarezza nelle aspirazioni dei giovani laureati. Avere le idee chiare e partire da una formazione adeguata e possibilmente da precedenti esperienze lavorative, anche se brevi, sono i must per superare i colloqui più selettivi.
Adeguarsi anche al nuovo modello economico, molto più flessibile rispetto al passato e improntato alla globalità, significa anche sviluppare una attitudine alla mobilità e una maggiore sensibilità a quelle che sono le esigenze del mercato. A questo proposito jobpilot, forte della sua posizione di operatore a 360° sul mondo del lavoro italiano e di uno storico di circa 3000 posizioni al mese nel corso del 2001, ha fornito il suo apporto orientativo. Ancora una volta è il comparto ICT a trainare il mercato del lavoro con il 35% delle offerte presenti sul sito. Segno non solo di una resistenza alla crisi economica internazionale che ha colpito le net economy, ma anche di una ripresa, come testimonia la disponibilità delle aziende ad investire in campagne di recruiting articolate.
Il fattore comunicazione in questo caso gioca un ruolo importante per le società a caccia di talenti. Elemento interessante che dal punto di vista jobpilot viene letto come una piccola rivoluzione nel compleso rapporto azienda/candidato: non è (più) solo l'impresa a scegliere il futuro collaboratore, ma sono i jobseeker che possono permettersi di selezionare l'azienda migliore. Un consiglio su tutti però, pianificare la propria carriera significa partire con le idee chiare sul proprio futuro. Parafrasando Ivano Fossati, ha aggiunto Cipriano Moneta, non è il caso di arrivare troppo tardi a dire "Il mio lavoro non è"…

